<H1>CLOROFILI</H1>

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CLORO E CANCRO

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FAVOLA

Di più di cento materiali organici contenenti cloro è stato provato l'effetto cancerogeno

Opuscolo di Greenpeace 'Il cloro è dappertutto' (in olandese) - estate 1994.

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FATTI E CIFRE

Affermazione

Non ci sono sostanze cancerogene, ci sono solo dosi cancerogene.

Fonte: Libera interpretazione di una frase di Paracelso, uno dei pionieri della scienza medica, sulle sostanze tossiche, scritta circa 400 anni fa.


Parti di questa pagina

Cause di cancro
Troppe sostanze cancerogene per i roditori
Quale è la dose cancerogena?
Sostanze cancerogene nell'industria
Cloro, alternative e cancro
Quanto è cancerogena una fabbrica di PVC?
PVC nelle confezioni degli alimenti e cancro

LE ALTERNATIVE
Conclusione

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Cause di cancro

Sebbene vi siano ancora diverse interpretazioni delle possibili cause di cancro, forniamo qui un'indicazione dell'entità delle diverse possibili cause:
Probabilità di cancro prematuro:

causa                             percentuale media

Alimentazione non equilibrata:            35 %
Fumo:                                     30
Agenti Infettivi:                         10
Comportamento sessuale:                    7
Cause legate al lavoro:                    5
Alcol:                                     3
Fattori geofisici:                         3
Problemi ambientali:                       2,5
Operazioni mediche:                        1,5
Additivi negli alimenti:                   1
Prodotti industriali:                      1
Sconosciuta:                               1

Fonte:  'MENS' n. 13: Cancro e ambiente (olandese), Belgio.


Troppe sostanze cancerogene per i roditori

Bruce N. Ames, il tossicologo di fama mondiale, ha rilevato che quando molte sostanze, con cloro o meno, naturali o meno, vengono analizzate per determinare il potere cancerogeno alle dosi massime tollerate (MTD - maximum tolerated dose) nei roditori, circa il 50% dei soggetti risulta positivo. Secondo lo scienziato, gran parte della cancerogenesi è dovuta all'entità della dose, e non al potenziale cancerogeno della sostanza stessa. Se si riduce la dose, gli effetti scompaiono rapidamente, e in generale si ha una curva esponenziale discendente di reazione alla dose, che quando scende al di sotto di un certo valore non fa più riscontrare nessun effetto. Vedi: Too many rodent carcinogens (Troppe sostanze cancerogene per i roditori) -non si tratta di chiacchiere scientifiche di intrattenimento!
Vi sono sostanze cancerogene anche a dosi non elevate, ma in questo caso l'effetto cancerogeno si riduce in modo ancora più proporzionale rispetto all'entità della dose.

Chiunque può avere il cancro, se raggiunge una certa età. La possibilità di ammalarsi di cancro cresce esponenzialmente con l'età, da 10^4 a 10^5. Per i topi e i ratti, ciò si traduce nel 40% circa di morti naturali causate dal cancro ad un età media di due anni. Per l'uomo, che ha un diverso metabolismo, ciò corrisponde a un 25% di morti naturali causate dal cancro per una lunghezza media della vita di settantacinque anni.
Una delle sostanze cancerogene più comuni, ma indispensabile per la vita, che genera 10.000 addotti ossidativi del DNA (difetti nel nucleo della cellula che possono indurre il cancro) al giorno per cellula, è l'ossigeno. La maggior parte di questi guasti del DNA vengono in realtà riparati da vari meccanismi, ma non tutti. La paura di tanta gente che anche una sola molecola di sostanza cancerogena possa causare il cancro, può anche essere fondata, ma non rilevante, se si fa un paragone con il danno naturale già esistente e con le enormi quantità di sostanze cancerogene naturali che assumiamo con una normale alimentazione. Vedi: Dietary Pesticides (99.99% All Natural) (Pesticidi nell'alimentazione - naturali al 99,99%). Se pensate che l'organismo reagisca alle sostanze cancerogene naturali in maniera diversa rispetto a quanto non avviene per le sostanze cancerogene sintetiche, vi sbagliate. Molte sostanze chimiche cancerogene naturali sono entrate a far parte solo da poche centinaia di anni oppure solo recentemente, della nostra alimentazione, e quindi il nostro organismo non ha avuto il tempo di sviluppare i mezzi per neutralizzarle. Le difese del nostro corpo sono infatti generiche in natura e trattano le sostanze chimiche sintetiche e naturali allo stesso modo. Vedi: Nature's Chemicals and Synthetic Chemicals: Comparative Toxicology (Sostanze chimiche naturali e sintetiche: Tossicologia comparata).


Quale è la dose cancerogena?

La stessa sostanza può essere anti-cancerogena a piccole dosi e cancerogena a dosi elevate. Un esempio tipico è quello della vitamina A. A dosi normali nell'alimentazione è indispensabile per la crescita, per la vista nell'oscurità e per il sistema immunitario. E sembra anche che aiuti a prevenire il cancro (ai polmoni), perché ha una funzione antiossidante. A dosi più elevate, circa quattro volte superiori all'apporto medio giornaliero, fa aumentare la possibilità di cancro ai polmoni nei fumatori. A dosi ancora più elevate, diventa molto pericolosa per il feto: possono nascere bambini senza cervello! E a quanto pare diventa in sé cancerogena a dosi elevatissime.

Ci sono, proprio come nel caso delle sostanze tossiche, (vedi Cloro e tossicità) enormi differenze di potenziale cancerogeno tra diverse sostanze. Se si beve una birra al giorno, o un bicchiere di vino, può anche fare bene al cuore e non influisce sulla probabilità di avere il cancro. Se si bevono più di cento grammi di alcol al giorno, che corrispondono a cinque o più bicchieri, si aumentano le probabilità di avere il cancro al fegato. All'altro estremo abbiamo le nitrosammine (si possono formare per l'eccessiva presenza di nitrato nel cibo), di cui bastano pochi milligrammi al giorno per causare il cancro del colon.

Si è scoperto che alcune sostanze contenenti cloro sono cancerogene, ma fatta eccezione per la TCDD-diossina, la maggior parte di esse si situa tra i due estremi mostrati precedentemente. Il VCM, elemento fondamentale per la costruzione di PVC, è stato riconosciuto come sostanza cancerogena intorno al 1970. Nel periodo precedente, molti lavoratori erano stati esposti a dosi massicce (anche superiori a 1000 ppm - parti per milione) di VCM, per anni. L'esposizione ha provocato la morte di circa 170 lavoratori in tutto il mondo, a causa dell'angiosarcoma, una particolare forma di cancro al fegato. Subito dopo questa scoperta si sono ridotte le concentrazioni di VCM nell'aria respirata negli ambienti di lavoro, fino ad arrivare a meno di 1 ppm, facendo scendere le probabilità che si presenti il cancro a meno di 1:100.000.

E per quanto riguarda la diossina, il prodotto più tossico mai creato dall'uomo (e dalla natura: vedi Fonti di diossina), sembra valere la stessa storia della vitamina A: a piccole dosi pare che prevenga il cancro, a dosi elevate lo favorisce. Vedi Che rischi presenta la diossina. Ma una volta stabilito ciò, naturalmente non ci mettiamo a promuovere l'uso di diossina a piccole dosi per prevenire il cancro!

Recentemente l'OMS ha dichiarato la diossina del tipo di quella di Seveso (2,3,7,8 TCDD) cancerogena per l'uomo, sulla base delle conseguenze di gravi incidenti in alcuni impianti chimici, in cui i lavoratori sono stati esposti a livelli elevatissimi di questo tipo di diossina. L'aumento dell'incidenza del cancro nell'arco della durata media della vita è stato con approssimazione statistica del 40% per le persone maggiormente colpite. Basta fare un confronto con un aumento dell'incidenza del cancro nei fumatori 20 volte superiore (ovvero il 2.000 %)...
Gli altri 209 tipi di diossine e furani clorurati non sono classificati come cancerogeni a tutt'oggi, poiché non vi sono dati certi.


Sostanze cancerogene nell'industria

Per dare un'idea del potenziale cancerogeno relativo (probabile) di diverse sostanze, vi proponiamo le concentrazioni massime nell'aria poste come limite per gli ambienti di lavoro, quindi per 8 ore al giorno, 5 giorni alla settimana, 50 settimane all'anno e 40 anni di attività lavorativa, che causano un aumento dell'incidenza del cancro inferiore ad una unità su 100.000 lavoratori:

Sostanze cancerogene (sospette) nell'industria:
valori espressi in mg/m3 nell'atmosfera

sostanza                     massimo      uso, presenza

(idro)carburi puri:
1,3 butadiene:               34           cracking, gomma sintetica
benzolo:                     16           petrolio grezzo, benzina, cracking
nero di carbonio:             3,5         colorante, antiossidante
fuliggine di diesel:          0,6         gas di scarico del diesel
PAH  (#):                      0,1         vedi benzo(a)pirene
benzo(a)pirene (#):           0,0005      gas di scarico del diesel, cracking,
                                          petrolio grezzo, asfalto, combustione 
                                          di materiali organici, 
                                          catrame dal legno e dal carbone

carbonio-ossigeno:
ossido di propilene:          6           bottiglie e confezioni in PET          
ossido di etilene:            2           bottiglie e confezioni in PET

carbonio-ossigeno-cloro:
epicloridrina:                12          resine epossidiche, rivestimenti, collanti
diossina-TCDD:                 0,00000005 qualsiasi incenerimento o processo di lavorazione

carbonio-azoto:
nitropropano                  18
acrilnitrile                   7          gomma/plastica ABS, filaccia
acrilammide:                   0,06
nitrosammine (10 tipi)         0,0025     gomma sintetica, nitrati in alimenti

carbonio-alogeni:
1,2 dicloroetano (EDC):       40 (*)      PVC, ammina
cloruro di vinile (VCM):       8          PVC
dibromometano:                 0,8        

carbonio-zolfo:
solfato di etile:              0,2
solfato di metile:             0,1

ossigeno:
ozono (dal giugno 1995):       0,1        decolorante, disinfettante 

metalli/combinazioni metalliche:
cobalto:                       0,5        catalizzatore per acidi ftalici e linoleum
nichel:                        0,5        acciaio inossidabile
triossido di antimonio:        0,3        materiale ignifugo 
sali di cromo(VI):             0,2        conceria delle pelli
berillio:                      0,005

materiali organici:
polvere di legno (generica):   2          edilizia, pavimenti, mobili
                                          fatti con polvere di legno di quercia e faggio

(#) idrocarburi policiclici aromatici. 
    Il Benzo(a)pirene è una delle sostanze più cancerogene tra i PAH.
(*) previsto

Fonte:  Deutsche Forschungsgeselschaft, Germania, 1994.
Come si può vedere, quasi tutte le attività umane sono in qualche modo collegate a sostanze cancerogene. Dal punto di vista tossicologico, ci sono molti più materiali che si sospetta siano cancerogeni, ma per cui non sono stati stabiliti ancora dei limiti certi per quanto riguarda la concentrazione massima: tutti i tipi di polvere di legno (si sa già da tempo che la quercia e il faggio sono cancerogeni per l'uomo), i prodotti di pirolisi di qualsiasi materiale organico, l'etilene che subisce una reazione nell'organismo come ossido di etilene, ma ad una concentrazione 30 volte superiore rispetto a quella dell'aria, la formaldeide, e molti altri...


Cloro, alternative e cancro

Greenpeace è nel giusto quando afferma che vi sono più di cento composti contenenti cloro riconosciuti come sostanze cancerogene. In realtà questo non dice molto, perché in media circa la metà delle oltre 10.000 sostanze contenenti cloro possono risultare cancerogene a certe dosi (elevate).
Ma la stessa affermazione si può fare per sostanze che non contengono cloro. E se si considera l'elenco completo di tutte le sostanze riconosciute come cancerogene, le voci che comprendono idrocarburi e composti azotati, molto più cancerogeni, sono di gran lunga più numerose.
Per quanto si sappia, nessun materiale industriale o naturale può essere prodotto senza che vengano emesse sostanze cancerogene o altri elementi nocivi: la sabbia usata per il vetro provoca la silicosi, il greggio contiene centinaia di sostanze cancerogene, come benzolo, paraffina e PAH. Tutti i prodotti derivati dal petrolio grezzo, quindi, e l'uso energetico del petrolio stesso, provocano l'emissione di sostanze cancerogene. L'etilene per il polietilene (PE), il butadiene per la gomma sintetica, il benzolo per il polistirolo (PS), l'ossido di etilene per il tereftalato di polietilene (PET), la polvere di legno per l'industria dell'arredamento, il tannino e i sali di cromo per la pelle, tutte queste sostanze sono pericolose se non trattate con attenzione...


Quanto è cancerogena una fabbrica di PVC?

Se si considerano le emissioni nell'atmosfera di una fabbrica di cloro-VCM-PVC, per ogni tonnellata di PVC (in Europa) vengono prodotti meno di 100 g di VCM. Una fabbrica che produce 500.000 tonnellate di PVC genera un'emissione massima di circa 50 tonnellate di VCM all'anno. Sembra a prima vista una quantità elevata, ma si tratta in realtà solo di 6 kg/h, diffusi sull'area di una fabbrica di grosse dimensioni. Ciò corrisponde all'interno della fabbrica ad una concentrazione inferiore a tutti i limiti stabiliti per i lavoratori e all'esterno a dei valori di gran lunga inferiori ai limiti previsti per gli abitanti.
Facciamo un paragone con un camion: un motore diesel emette circa 4 kg di fuliggine per tonnellata di carburante. Un veicolo a pieno carico consuma approssimativamente 33 kg di carburante all'ora ed emette 100 g di fuliggine (nelle strade strette delle città). Il potenziale cancerogeno della fuliggine è di fatto 13 volte superiore rispetto a quello del VCM, ma i limiti previsti per questo materiale al di fuori delle fabbriche sono solo 4 volte inferiori. Ciò significa che un impianto di produzione di cloro-VCM-PVC non è più cancerogeno per la popolazione di un camion...


PVC nelle confezioni degli alimenti e cancro

Ci sono sempre delle tracce di monomeri residui nei polimeri. La possibilità che vi sia un rischio di cancro per i consumatori a causa della trasmissione per migrazione di queste quantità negli alimenti è comunque in tutti i casi quasi nulla.
Il contenuto di VCM presente nelle bottiglie di PVC usate per l'acqua è così basso che, anche se si bevessero due litri al giorno per tutta la vita e tutto il VCM passasse nell'acqua, la quantità totale di VCM per tutto l'arco della vita raggiungerebbe appena la quantità di VCM con cui viene a contatto un lavoratore del PVC nel corso di un giorno di attività. Ciò dà in via puramente teorica una probabilità in più su cento milioni di avere il cancro.
Il Professor Maltoni, che opera a Bologna (Italia), lo scopritore del potere cancerogeno del VCM, ha provato che il PVC non è cancerogeno né in polvere né sotto forma di imballaggio. Questa ultima scoperta è stata fatta in un esperimento su vasta scala condotto su 2000 ratti, a 1000 dei quali era stata somministrata acqua da bottiglie di vetro, mentre ai restanti 1000 dell'acqua da bottiglie di PVC, a cui erano state aggiunte anche delle piccole sfere di PVC. Tutti i ratti sono stati trattati in questo modo da prima della nascita alla morte. Sono stati controllati tutti i movimenti e comportamenti sessuali dei ratti, e una volta morti, si è sempre verificata la causa del decesso.
I risultati hanno dimostrato che non vi era fra i due gruppi nessuna differenza nel comportamento, né nell'età media e una solo differenza trascurabile per quanto riguarda le morti causate dal cancro, perché in realtà il gruppo dell'acqua contenuta in PVC presentava un'incidenza del cancro minore dell'1,9%!
Per altri materiali di imballaggio la situazione non è diversa: in tutti i casi le quantità di potenziali agenti cancerogeni che vengono trasmesse al cibo contenuto nella confezione sono minime. Nel caso del vetro si tratta di silicati e piombo, per la ceramica di piombo e cadmio, per il polietilene (PE) di etilene e paraffina, per il tereftalato di polietilene (PET), acetaldeide, ecc, ecc... Gli effetti sono in tutti i casi trascurabili.

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LE ALTERNATIVE

Non vi sono alternative alle sostanze chimiche o ai prodotti del cloro che siano non cancerogene o che possano essere prodotte secondo processi non cancerogeni. Né materiali sintetici, né naturali. L'uso di agenti cancerogeni in sé non costituisce una ragione per sostituire tali materiali con altri non contenenti cloro.


CONCLUSIONE

Non vi sono motivi che permettano di trattare le sostanze cancerogene che sono legate al cloro in maniera diversa rispetto a quelle che non lo sono. E non c'è ragione che permetta di accusare il cloro in generale di essere all'origine del cancro nell'ambiente in cui viviamo.

HR

LINK CON ALTRI SITI WEB SUL CANCRO

Se volete saperne di più sul cancro e sulle possibili cure, vi consigliamo il sito Cancer News on the Net

HR

Creato: 9 marzo 1996.
Ultima revisione: 8 febbraio 1998.

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