<H1>CLOROFILI</H1>

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IL COMITATO DI CONTROLLO SULLA PUBBLICITÀ OLANDESE

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Verso la fine del 1994, i Clorofili hanno presentato una denuncia pressoil Comitato di controllo sulla Pubblicità olandese (RCC), contro unopuscoletto di Greenpeace: 'Il cloro è dappertutto', pieno di affermazioni sugli aspetti negativi dell'uso del cloro per la salute e per l'ambiente, soprattutto contro l'uso del PVC.
Sebbene l'RCC abbia dichiarato che Greenpeace si è spinta troppo oltre nelle sue affermazioni, non è stata emessa una sentenza di condanna.
L'RCC dichiara che Greenpeace ha facoltà di usare il (o meglio l'interpretazione di Greenpeace del) principio di precauzione, e quindi non è tenuta a provare la fondatezza dei propri argomenti. E come se non bastasse, contravvenendo al Codice della Pubblicità in vigore in Olanda, Greenpeace non è tenuta a provare che le alternative che promuove siano migliori per l'ambiente.

Il verdetto dell'RCC è alquanto strano, se paragonato a sentenze precedenti sui prodotti del cloro come il PVC, che avevano per esempio dichiarato un opuscolo del Ministero dell'Ambiente olandese "fuorviante".
Greenpeace è stata d'altronde condannata dalle autorità di controllo sulla pubblicità inglesi (English Advertising Standards Authority) per la sua discutibile campagna pubblicitaria: 'Sei solo la metà dell'uomo che era tuo padre', che faceva parte anche della denuncia presentata nei Paesi Bassi.



Obiezioni dei Clorofili non accolte dal Comitato di Controllo sulla Pubblicità (RCC):

L'affermazione secondo cui tutte le sostanze chimiche contenenti cloro sono altamente tossiche per l'uomo e per l'ambiente, mentre invece la maggior parte di esse non è affatto o solo leggermente tossica.

Il dare ad intendere che ci siano solo poche sostanze chimiche contenenti cloro in natura, mentre invece esistono attualmente circa duemila sostanze naturali di questo tipo.

L'affermazione secondo cui il problema della diossina potrebbe essere risolto eliminando tutta la chimica del cloro, mentre invece essa è oggi responsabile solo per un millesimo delle emissioni di diossina. Il problema della diossina si sta risolvendo grazie al miglioramento della qualità dell'incenerimento dei rifiuti e alle misure adottate dal settore metallurgico. Le alternative proposte da Greenpeace, provocano in generale una maggiore formazione di diossina durante la produzione, il trasporto, il riciclaggio e/o lo smaltimento rispetto a quanto avviene con la chimica del cloro.

L'affermazione secondo cui la produzione, il trasporto e l'uso del cloro provocano molte vittime. Greenpeace utilizza un'interpretazione equivoca della parola 'vittima', comprendendovi le persone evacuate, anche per un inizio di incendio che non ha assolutamente niente a che fare con il cloro. Greenpeace non effettua un confronto con il numero (più alto!) di vere vittime provocate dalla produzione delle alternative.

L'affermazione secondo cui la persistenza o resistenza sia sempre una qualità negativa. Il vetro, la ceramica, il cemento e il PVC sono tutti materiali altamente persistenti, una proprietà decisamente positiva per la durata del loro impiego.

L'affermazione secondo cui la Commissione di Parigi e altri organismi governativi intendono proibire tutte le sostanze chimiche contenenti cloro, mentre invece si intende solo eliminare le sostanze chimiche con caratteristiche di tossicità, persistenza e bio-accumulazione, che contengano o meno cloro.

Il presentare i pareri di alcune commissioni (IJC, amministrazione Clinton) come se si trattasse di decisioni a livello di governo, mentre invece non si tratta affatto di decisioni, o in realtà le vere decisioni sono basate su considerazioni più pratiche.

L'affermazione secondo cui tutte le sostanze chimiche contenenti cloro che si trovano nel corpo umano sono di origine artificiale e nocive, mentre molte di esse sono essenziali per il contenuto di sali, per la digestione e per il sistema immunitario dell'organismo.

L'affermazione secondo cui le sostanze chimiche contenenti cloro sono la principale causa di tumori, mentre invece la scienza dice che almeno il cinquanta percento di tutte le sostanze chimiche - naturali o artificiali, con cloro e senza cloro - sono cancerogene a dosi elevate e mentre invece le liste dei composti cancerogeni, più pericolosi, dell'azoto e degli idrocarburi sono ben più lunghe.

L'affermazione secondo cui tutte le sostanze chimiche contenenti cloro (più di 10.000) hanno degli effetti negativi sul funzionamento ormonale, mentre invece ciò si può riferire solo a tre sostanze chimiche, di cui due (i PCB e il DDT) sono già state proibite e la terza (diossina) è stata notevolmente ridotta.

L'affermazione secondo cui l'aggiunta di cloro all'acqua potabile provoca 10.000 casi di cancro in più all'anno, mentre invece la mancata clorurazione costituisce in tutti i casi un enorme rischio e la relazione su cui si basa questa affermazione non considera la differenza tra presenza o assenza di cloro, ma la differenza tra l'aggiunta di cloro in acqua di superficie, più contaminata, contrapposta alla clorurazione - o meno - dell'acqua di falda freatica. Quando il Perù ha sospeso la clorurazione, si è avuto un inizio di epidemia di colera che si è rivelato disastroso per la popolazione: l'OMS ha accertato 19.000 morti e circa 200.000 contagiati nel Sud America.

L'affermazione secondo cui il PVC riciclato è di cattiva qualità, mentre invece il PVC di breve durata viene riciclato sotto forma di tubi di scarico di lunga durata - con marchio di qualità! - che possono resistere oltre 80 anni e che non ammettono paragoni per quanto riguarda i problemi di riciclaggio posti dalle alternative.

La presentazione di numerose alternative non contenenti cloro, soprattutto al PVC, senza nessuna prova che dimostri che siano più sane per l'ambiente, mentre invece alcune sono chiaramente più pericolose per l'uomo e/o per l'ambiente.

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Vi trovate al livello due delle pagine dei Clorofili.

Creato: 3 giugno 1996.
Ultima revisione: 4 settembre 1997.

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