<H1>CLOROFILI</H1>

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CLORO E RISCHI

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FAVOLA

La produzione, il trasporto e l'uso del cloro provocano 52 vittime al giorno

Opuscolo di Greenpeace 'Il cloro è dappertutto' (in olandese) - estate 1994.

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FATTI E CIFRE

Le 'vittime'

Greenpeace impiega un significato particolare in "greenese" della parola 'vittima', contando persino le persone che sono state temporaneamente evacuate per incendi verificatisi in una fabbrica di cloro, ma che non avevano niente a che fare col cloro. In realtà è Greenpeace Olanda ad usare questo significato di 'vittima', mentre invece il documento originale di Greenpeace International usa la parola 'persone colpite' che in questo caso corrisponde maggiormente a verità.
Secondo il rapporto di Greenpeace International 'Chlorine Kills' (Il cloro uccide) 1994 [19], negli ultimi cento anni sono morte in totale in tutto il mondo 227 persone a causa della produzione, del trasporto e dell'uso industriale o urbano del cloro.
Greenpeace 'dimentica' di dire che vi sono di gran lunga più morti e feriti gravi dovuti alla produzione, al trasporto e all'uso delle cosiddette alternative del cloro.
Il mancato uso del cloro può provocare molte più vittime del suo uso per qualsiasi tipo di applicazione (esclusa quella militare). La mancata disinfezione tramite cloro dell'acqua potabile ha reso in Perù un inizio di epidemia di colera un vero disastro: sono morte 19.000 persone e 200.000 sono state colpite dalla malattia in Sud America.


UNA DEFINIZIONE SCIENTIFICA DEL RISCHIO

La definizione scientifica del rischio è:

       RISCHIO = POSSIBILITÀ x CONSEGUENZE

Ve ne forniamo un esempio:
Vi sono numerosissimi scontri d'auto ogni giorno, ma solo in pochi casi vi sono dei morti. Quando vi è una collisione tra due treni, possono morire in un colpo solo centinaia di persone. In pratica prendere il treno è molto meno rischioso che viaggiare in macchina, perché la possibilità che vi sia uno scontro tra due treni è molto più bassa rispetto a quanto non avviene per due automobili. Naturalmente le compagnie ferroviarie, i produttori di automobili e i governi stanno cercando di ridurre il rischio legato agli spostamenti diminuendo la possibilità che vi siano collisioni con mezzi tecnici (es. semafori, controllo della velocità, interruzioni automatiche) e minimizzando le conseguenze (airbag, cinture di sicurezza).

Lo stesso principio si applica al cloro e alle sue alternative. Se il cloro viene trasportato in grosse partite, viene utilizzato il treno, di notte, a bassa velocità, per ridurre i rischi. I risultati sono molto positivi: negli ultimi cinquant'anni in Europa non c'è stata nessuna vittima dovuta al trasporto di grossi carichi di cloro. Questo naturalmente non significa che il rischio viene azzerato, ma che i rischi sono minimi.

Per il Benelux (Belgio, Olanda e Lussemburgo insieme) abbiamo i dati, sempre relativi agli ultimi cinquanta anni, per cloro, PVC e alternative:
Non vi sono state morti dovute alla produzione, al trasporto o all'uso di grosse quantità di cloro. Vi sono stati due casi di morte per cancro causato dall'inalazione di una dose elevata di VCM in fabbriche di PVC, prima però che venisse riconosciuto che il VCM era cancerogeno e che fossero adottate delle misure adeguate. In un incidente stradale durante il trasporto di propilene (materia prima del PP - polipropilene) sono morte sei persone, altre sei in un incidente stradale in cui vi era butadiene (materia prima per la gomma sintetica) e ventuno morti causate da esplosioni in impianti di etilene e di polietilene. Qual è la produzione di materie plastiche che presenta i rischi minori? Tutte le materie plastiche vengono in effetti prodotte in fabbriche dove vengono osservate norme di sicurezza molto severe e il fattore di rischio è abbastanza basso, se si fa un confronto con quasi tutte le altre attività:

Probabilità di incidenti mortali, numero di morti accidentali previste 
per 100 milioni di ore di esposizione:

LAVORO:
Industria chimica:              3,5
Agricoltura:                   10
Pesca:                         35
Edilizia:                      67

TEMPO LIBERO:
Incidenti domestici:            3
Spostamenti in auto:           57
Sci:                           71
Spostamenti in aereo:         240

Fonte:  UK Accidental fatality statistics 
(Statistiche sulle morti accidentali in GB).
Sebbene a prima vista il viaggiare in aereo presenti una probabilità più alta di morte accidentale rispetto agli spostamenti in macchina, questo in realtà non è vero: un aeroplano copre in un'ora circa ottocento km, mentre un'automobile percorre in media, nello stesso tempo, cento km. L'aereo è perciò di fatto più sicuro dell'automobile a parità di distanza.


Rischi in una fabbrica di PVC

Potreste pensare che siamo pazzi a lavorare in stabilimenti in cui si usano sostanze riconosciute come cancerogene come il VCM e in misura minore il DCE, l'elemento fondamentale e l'intermedio che servono alla produzione di PVC. Noi infatti non abbiamo indennità aggiuntive per il rischio, perché abbiamo una probabilità di morte prematura minore rispetto a quella di molte altre occupazioni.
Confronto tra la percentuale di rischio di morte 
in rapporto alla durata media della vita:

Lavoratori PVC (cancro):           0,003%
Lavoratori PVC (infortuni):        0,08%  (*)
Metalmeccanici (infortuni):        0,5%
Piloti (incidenti):                0,6%
Pompieri:                          3%
Minatori (infortuni):              8%
Minatori (silicosi):              25%

Fonte:  Packaging and Ecology.

(*) calcolato in base alle statistiche precedenti.


UNA DEFINIZIONE GENERALIZZATA DI RISCHIO

Vi è una grandissima differenza tra quello che la scienza definisce come rischio e quello che la gente in genere percepisce come tale.

La percezione del rischio tra la gente è:

                      PERICOLO (TEMUTO)
 RISCHIO =  ----------------------------------------
           BENEFICIO ATTESO x CONOSCENZA DEL PERICOLO

Se si fa un confronto tra i pericoli del trasporto aereo di diverse merci, tra il trasporto di benzina o GPL (gas liquido di petrolio) e il trasporto di cloro, le conseguenze di un incidente possono essere in entrambi i casi disastrose, con parecchie centinaia di vittime. Sebbene in realtà il rischio di incidente legato al trasporto del cloro sia inferiore rispetto a quello della benzina o di GPL e ancora basso rispetto al trasporto per via aerea, per le minori probabilità che si verifichino, il pubblico in genere 'ha l'impressione' che il trasporto del cloro sia molto più pericoloso rispetto a quello dei prodotti citati. Se si schianta un aereo, solo poche persone rinunceranno a una vacanza già programmata con partenza in aereo nei giorni successivi. Se fa un incidente un autocarro che trasporta benzina o GPL ed esplode con centinaia di vittime, nessuno rinuncerà a fare il pieno di benzina nei giorni successivi. Ma cosa succederebbe se un giorno fuoriuscisse del cloro da un treno e uccidesse molte persone? La maggior parte della gente chiederebbe a gran voce la chiusura di tutte le fabbriche di cloro...

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LE ALTERNATIVE

Se dobbiamo credere al rapporto di Greenpeace International 'Chlorine Kills' (Il cloro uccide) 1994 [19]., vi sono state in totale 227 vittime a causa della produzione, del trasporto e dell'uso industriale e urbano del cloro. Questa cifra si riferisce ad un arco di tempo di cento anni e a tutto il mondo. Per Greenpeace un argomento a sostegno della sospensione di tutta la produzione e dell'uso del cloro.
Facciamo un confronto con la produzione e con l'uso dei prodotti legati al petrolio: sono bastati già solo due incidenti a provocare un maggior numero di vittime:
Un'esplosione sulla piattaforma petrolifera Piper Alpha nel Mare del Nord ha provocato la morte di oltre 150 lavoratori.
Un incidente stradale presso Los Alfaques in Spagna, seguito dall'esplosione di un'autocisterna piena di propilene ha causato la morte di 216 persone che si trovavano in un campeggio nelle vicinanze.
Greenpeace non vede ragioni per chiedere la fine della ricerca di nuove fonti di petrolio e del suo impiego!


CONCLUSIONE

Non vi sono motivi per considerare i rischi legati alle sostanze chimiche contenenti cloro sotto una luce diversa rispetto a quelli delle sostanze che non lo contengono. E non vi sono motivi che giustifichino l'accusa rivolta in generale contro il cloro di essere all'origine di rischi maggiori rispetto ad altre attività industriali.

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Creato: 5 giugno 1996.
Ultima revisione: 29 novembre 1997.

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