<H1>CLOROFILI</H1>

ligna

IL PVC E LE OLIMPIADI VERDI DI SYDNEY

ligna

Le manipolazioni e le false accuse di Greenpeace

A Greenpeace è stata offerta l'opportunità di esprimere il suo parere su come dovrebbe essere costruito il villaggio olimpico delle Olimpiadi di Sydney nel rispetto dell'ambiente. Ha subito approfittato di questa opportunità per influenzare i membri del Comitato Organizzatore delle Olimpiadi (Australian Olympic Coordination Authority), suggerendo di non usare prodotti contenenti cloro, che si tratti di una cosa positiva per l'ambiente o meno. Tale proposta è contenuta anche nelle linee-guida per le olimpiadi di Sidney, che si possono trovare alle pagine di Greenpeace Australia Green Olympics (Olimpiadi Verdi). Da notare, tra i suggerimenti a favore dell'ambiente per le Olimpiadi del 2000 a Sydney, in Australia: "ridurre al minimo e preferibilmente evitare l'uso di prodotti a base di cloro, come il PVC".

Nell'ambito di questa campagna, Greenpeace Australia ha creato un vespaio intorno al PVC, mischiando menzogne e mezze verità, fino al punto che persino specialisti del settore ci mettono settimane per controbattere a tutte le falsità affermate, vedi PVC, an environmental poison (PVC, un veleno per l'ambiente). In questo documento hanno utilizzato varie osservazioni espresse in Europa, totalmente falsate o usate al di fuori del loro contesto o contenenti dati ormai superati. Potete trovare la risposta a molte di queste accuse nelle nostre pagine dei Clorofili, ma sono giunte delle reazioni interessanti anche dalla stessa Australia...


Il PVC riabilitato

Il noto istituto scientifico nazionale australiano, la CSIRO (Commonwealth Scientific & Industrial Research Organization), ha condotto una ricerca approfondita sui dati scientifici disponibili riguardanti gli aspetti ecologici dell'impiego del PVC nei materiali da costruzione. Lo scopo dello studio era quello di:
"Stabilire se l'insieme delle prove scientifiche attendibili oggi a disposizione conferma o meno l'opinione che il PVC nelle sue applicazioni principali come materiale da costruzione può causare nel complesso danni all'ambiente effettivamente maggiori rispetto alle alternative disponibili ed economicamente possibili."
L'indagine si è basata sulla letteratura scientifica e sugli studi di enti governativi e istituti universitari di tutto il mondo. Il risultato di questa ricerca è molto semplice e diretto:
"Gli effetti nocivi e l'impatto sull'ambiente relativi all'uso del PVC nei materiali da costruzione sono estremamente ridotti, e in tutti i casi non di maggiore entità rispetto a quelli legati ad altri materiali."
e
"Sebbene i dati disponibili per un confronto siano alquanto scarsi, l'insieme dei risultati fa ritenere che non vi sia un materiale alternativo al PVC nelle sue principali applicazioni come materiale da costruzione che abbia un effetto complessivo sull'ambiente minore."
Bisogna sottolineare che "gli scarsi dati disponibili" riguardano le alternative. Il PVC nel suo complesso è il materiale su cui si sono condotte più ricerche nel mondo, e perciò quando saranno stati effettuati ulteriori studi sulle alternative, la loro immagine non potrà che risultarne peggiorata...

In seguito a questo studio, il Comitato Organizzatore australiano ha rifiutato di bandire il PVC dalle strutture che saranno costruite per le Olimpiadi del 2000, malgrado tale restrizione fosse stata accolta tra i criteri ecologici che facevano parte integrante dell'offerta per assicurarsi la manifestazione.

A parte gli svantaggi dal punto di vista ecologico che sarebbero derivati dal mancato uso del PVC, è interessante anche valutare i costi relativi : la società di consulenza scientifica BIS Shrapnel Pty.Ltd, con sede a Sydney, ha calcolato che l'eliminazione del PVC nelle strutture olimpiche di Sydney avrebbe comportato una spesa aggiuntiva per le opere di costruzione pari a circa 12 milioni A$ (9.480.000 US$).

La reazione di Greenpeace è in linea con il suo tipico atteggiamento:

SYDNEY, 23 Ottobre (UPI) Le Olimpiadi di Sydney useranno materiali tossici. Il gruppo ambientalista Greenpeace afferma che si rivolgerà alle autorità olimpiche internazionali, dopo aver esposto ciò che definisce una palese violazione degli impegni assunti da Sydney per dare al mondo un'Olimpiade "verde".


Non è la prima volta...

Non è la prima volta che Greenpeace Australia si sbaglia in modo evidente nei suoi messaggi. Nel maggio del 1990, hanno reso noto il "fatto" che avevano rilevato dei livelli altissimi di diossina fuori dalla fabbrica di pesticidi di Nufarm, a Melbourne, "100 milioni di volte superiori ai limiti imposti dall'EPA negli USA". A causa di questo annuncio la fabbrica è rimasta chiusa per tre mesi, finché non si sono portate a termine le ricerche.
Le analisi sono costate alla città di Melbourne 1 milione e mezzo di US$ 1. I risultati, ovvero delle tracce di diossina dell'ordine di parti per mille milioni, sono stati così commentati dal Prof. Ian Ray, in qualità di ricercatore indipendente: "Aver dedotto che si correva un rischio per la salute dei cittadini di Melbourne, ritengo che fosse un'esagerazione. Penso che Greenpeace in questo caso non aveva in mano dati reali".
Greenpeace, chiamata a rispondere sulla questione, che aveva definito "il peggiore disastro ecologico mai verificatosi al mondo" ha affermato: "Non è così che l'abbiamo descritto. Abbiamo detto che poteva essere una delle peggiori catastrofi mondiali". Aggiungendo inoltre: "Di quello che ha detto Greenpeace, per quanto ne sappiamo, niente si è mai dimostrato non rispondente a verità".

No comment...

ligna

Vi trovate al livello uno delle pagine dei Clorofili.

Creata: 25 ottobre 1996.
Ultima revisione: 29 novembre 1997.

Pagina di Benvenuto

Alla Home Page dei Clorofili.

A sinistra: Greenpeace e il cloro

Se volete dare un'occhiata alle nostre risposte ai comunicati stampa di Greenpeace sul cloro e il PVC:

A destra:14 marzo 1996: secondo Greenpeace USA il PVC è una sostanza dannosa per gli ormoni

Per qualsiasi commento su questa o altre pagine dei Clorofili:

Spedire a Chlorophiles@ping.be